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Oggi ho compiuto un anno e sono super raffreddato |
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Qui ho 16 mesi e stò spingendo il mio passeggino |
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Qui sono al mare e gioco con il mio fratellone Carlo ---------------------------------------------------- |
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PIETRO E' NATO a termine con parto naturale un bel bimbo di 3380 g. A poco meno di una settimana di vita, Pietro ha avuto una crisi di apnea. Io ho incominciato a sbatacchiarlo sulla schiena e a fargli la respirazione bocca a bocca mentre mio marito chiamava il 118. All'arrivo dei soccorsi Pietro si era già ripreso ma era decisamente ipotonico, una bambola di pezza. E' stato ricoverato in patologia naonatale per parecchio tempo e lì gli hanno fatto un sacco di esami tra cui anche la risonanza magnetica, un elettroencefalogramma vari esami del sangue, metabolici, ecografie cerebrali, visite oculistiche, neurologiche.....
Risultato di tutta questa via crucis: La crisi di apnea non era una crisi epilettica ma dovuta a reflusso gastro-esofageo; la risonanza (fatta con sedativo) ha confermato ACC completa, colpocefalia (ventricoli dilatati), circonvoluzioni nella norma ed il resto della struttura nella norma; il cariotipo è normale; l'EEG è nella norma; ci sente, ci vede ed il cuore funziona bene. Dopo la dimissione dall'ospedale ha continuato a fare delle visite ecografiche per tenere sotto controllo i ventricoli che stanno drenando bene ( fino a 6 mesi perchè poi si è chiusa la fontanella). Adesso teniamo sotto controllo la sua circonferenza cranica che fin in gravidanza risultava essere sulla linea del 97° percentile. Il reflusso viene curato farmacologicamente e somministrando a Pietro un latte artificiale molto denso. Poi con l’introduzione delle pappe alla fine del quarto mese, il problema si è risolto ed abbiamo sospeso anche la cura. A TRE MESI Pietro viene visitato da una neurologa che diagnostica una scoordinazione motoria, asimmetria nell’uso degli arti superiori, rigidità in alcune parti del corpo ed ipotonia in altre parti. Veniamo quindi inseriti in un programma di fisioterapia. Le sedute sono di un’ora due volte la settimana. Pietro non ama particolarmente le manipolazioni della fisioterapista e le continue stimolazioni a cui viene sottoposto. Ma nonostante i pianti teniamo duro e tra alti e bassi, varie interruzioni per malattie e vacanze, Pietro ha continuato le sedute, che hanno sicuramente contribuito ad accelerare il suo sviluppo psicomotorio. La fisioterapista inoltre ci ha dato molti consigli, che al momento forse ci sono sembrati inopportuni o insensati, ma a lungo andare ci siamo accorti che erano giusti ed appropriati. Quando si ha a che fare con un bimbo così piccolo ed indifeso, la tendenza è quella di proteggerlo, coccolarlo, assecondare tutte le sue richieste, limitare al massimo il suo sconforto, ed io e mio marito abbiamo spesso fatto violenza a noi stessi accettando situazioni in cui vedevamo il nostro cucciolino sconsolato e arrabbiato. A NOVE MESI viene operato al culetto (con anestesia totale) per risolvere una fistola anale che continuava a spurgare. Pietro intanto fisicamente cresce magnificamente. E’ un bimbo gigante nel peso e nell’altezza, che mangia tutte le pappe e dorme quasi tutta la notte e fa’ delle belle nanne anche durante il giorno. E’ sempre sorridente e si adatta facilmente a qualsiasi situazione. Qualche mese fa sono state fatte delle indagini per verificare se Pietro ha qualche sindrome associata all’agenesia ma tutti i test sono risultati negativi. A settembre del 2002 ha incominciato l’avventura dell’asilo nido. Le tappe di crescita di Pietro sono state: A 8 MESI rimane seduto autonomamente senza sostegni e ad 11 MESI inizia a gattonare. Ha fatto molta fatica ad imparare a coordinare il movimento per il rotolamento ed intorno ai 12 MESI abbiamo incominciato a trovarlo seduto nel suo lettino dopo le nanne. In questo periodo ha anche incominciato ad alzarsi in piedi appoggiandosi a vari sostegni. Ha incominciato a camminare sostenuto per le manine intorno ai 14 MESI ed ora che ne ha 18 ancora non cammina autonomamente ed ha sempre bisogno di un supporto per spostarsi. La manipolazione e la coordinazione stanno continuando a progredire, e siamo molto contenti perché ama giocare, sperimentare, costruire torri, sfogliare libricini, attaccare e staccare pezzi di Lego, ultimamente cerca di mangiare da solo. Cognitivamente sta’ crescendo e maturando, e grazie alla sua curiosità ed al suo dinamismo, riusciamo ad interagire e stimolarlo aumentando di volta in volta le difficoltà dei giochi e spingendolo a fare ragionamenti sempre più articolati. Per quanto riguarda il parlare, Pietro è molto discontinuo. Fin da quando era molto piccolo alterna periodi in cui gioca con le sillabe, sperimenta nuovi suoni e vocalizza, abbozza delle paroline, cerca di imitare i suoni che emettiamo, a periodi in cui facciamo fatica quasi a sentire la sua voce. Per cui ci rendiamo conto che anche da questo punto di vista sta’ facendo dei progressi ma l’andamento è molto altalenante. COME CONCLUSIONE di questa presentazione posso solo dire che siamo molto ottimisti. Pietro sta crescendo non solo fisicamente ma anche mentalmente. Il suo cervello nonostante la mancanza del corpo calloso sta lavorando. Fa probabilmente un po’ più fatica degli altri ad elaborare le informazioni ed a processarle, ed infatti non neghiamo l’evidenza di un ritardo di tre/quattro mesi sui coetanei, ma comunque al momento ci riteniamo fortunati.
Rimangono comunque le ansie e le paure, per il sopraggiungere di complicazioni del quadro clinico, come ad esempio forme di epilessia, di autismo, di problemi comportamentali. Senza parlare del fatto che comunque ancora Pietro a 18 mesi non cammina e non dice parole di senso compiuto. Quindi siamo sempre in attesa di ulteriori e speriamo sempre positivi sviluppi. Una cosa l’ho imparata e capita: non bisogna mai scoraggiarsi, perché anche se un bimbo con agenesia è in ritardo nelle tappe di crescita, prima o poi le raggiunge.
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11 DICEMBRE 2002 Pietro a 19 mesi è stato valutato da fisioterapista, neuropsichiatra, logopedista e psicomotricista. Nonostante la durata delle visite, il contatto con persone completamente estranee, i luoghi sconosciuti, e l'interminabile durata delle visite, Pietro è stato veramente una rivelazione. Ha sopportato tutto con molta pazienza, ha partecipato, collaborato, interagito in un modo veramente esemplare. Inizialmente è stato visitato dalla psicomotricista. Dopo qualche minuto di ambientazione i due hanno giocato ed anche se di tanto in tanto veniva a cercarmi per la maggior parte del tempo ha perlustrato la stanza ha creato il suo solito disordine aprendo scatole, svuotando scaffali e seminando oggetti qua e là. Poi si è seduto su una seggiola, ed appoggiato ad un tavolino ha giocato a stropicciare pezzi di carta, a strapparli, ed era un continuo chiedere aiuto alla nuova compagna di giochi, porgendo pennarelli, fogli ed aspettando nuove sollecitazioni. Poi è stato visitato dalla logopedista. Una tipa veramente aperta e disponibile, molto loquace, che ci ha chiesto molto riguardo allo sviluppo verbale di Pietro. Le abbiamo raccontato delle paroline acquisite e poi dimenticate, delle giornate totalmente silenziose. Secondo lei Pietro in questo momento è molto più concentrato sulla motricità e si “dimentica” l’aspetto della verbalizzazione. Durante la visita è rimasto totalmente muto fino a quando ho tirato fuori dalla borsa la sua bambolina preferita alla quale solitamente a casa parla molto. Ed infatti anche lì ha incominciato ad emettere suoni, e qualche sillaba. Poi gli ho fatto vedere il libricino con le nostre fotografie e davanti alla mia fotografia ha detto “mamma”. Non so dire come mi sentivo orgogliosa, Emilio galleggiava un metro da terra, e penso che la logopedista sia rimasta ben impressionata. Ci ha anche consigliato di fare un passo indietro e di rivolgerci a Pietro con più enfasi, esagerando le nostre espressioni, ponendo gli accenti sulle contrapposizioni (bello, brutto, buono, cattivo ecc.), togliendo all’età anagrafica di Pietro qualche mese. La logopedista ha anche fatto un semplice esame dell'udito che ha rilevato che Pietro ci sente bene. Poi è stata la volta della fisioterapista e della neuropsichiatra. Che hanno constatato che Pietro è molto più stabile e sicuro nella posizione eretta. La valutazione finale ha confermato un ritardo psicomotorio, ma i continui e costanti progressi fanno ben sperare in una totale acquisizione delle principali tappe. Non è stato ritenuto necessario aggiungere ore di terapia a quella che fa ogni 15 giorni con la fisioterapista, ed anche la logopedista ritiene prematuro incominciare una terapia del linguaggio.
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13 AGOSTO 2003 (PIETRO HA QUASI 28 MESI) E’ quasi metà agosto, il caldo è insopportabile con punte massime di 40° e sembra che non ci sia tregua per questo caldo. Noi abbiamo appena terminato la nostra vacanza di 15 giorni e la rimpiango con nostalgia. Siamo stati veramente bene … sereni, tranquilli, ed anche se io ed Emilio non possiamo proprio dire di esserci riposati, abbiamo comunque ricaricato le pile. E Pietro? Pietro continua a crescere, adesso ha quasi 28 mesi. E’ sempre in movimento alla ricerca di angoli da esplorare, armadi da aprire e danni da fare … una peste. E quando lo riprendi ti guarda con un faccino furbetto e sornione. Angelo nell’aspetto e diavoletto sotto sotto. L’acqua, la sabbia, le onde del mare sono per lui un elemento naturale dove si trova decisamente a suo agio. Nell’acqua scompare tutta la sua goffaggine ed instabilità e talvolta lo dobbiamo ripescare perché facendo i suoi esperimenti a volte finisce sott’acqua e non è più in grado di risalire. Stando a contatto con suo fratello per tutta la giornata, cosa che per via dell’asilo non è spesso attuabile, ha incominciato ad osservarlo molto, studiarlo attentamente, per poi imitarlo e seguirlo in ogni suo passo. Carlo a volte è contento, altre è infastidito perché la condivisione dei giochi è ancora molto difficile. Cognitivamente Pietro fa sempre continui e costanti progressi, ed interagisce in modo sempre più articolato con l’ambiente e le persone che lo circondano. A volte mi viene in mente quando a 28 mesi leggevo piccole fiabe a Carlo e lui mi interrompeva quando non capiva qualche passaggio chiedendomi spiegazioni. Con Pietro mi sembra di essere anni luce … ma cerco di non pensarci troppo. Una cosa alla quale però non riesco a non pensare è il nuovo arresto dal punto di vista verbale. Rileggendo questa pagina ed il diario che scrivo da quando è nato Pietro, devo registrare altri due episodi di questo tipo. Uno quando Pietro doveva incominciare a gattonare, l’altro quando doveva incominciare a camminare. Mi sembra che questa nuova crisi abbia avuto inizio quando abbiamo incominciato a togliergli il pannolino. A metà giugno quando abbiamo fatto una valutazione con la logopedista, questa aveva espresso molto ottimismo e ci aveva molto tranquillizzati. Ma quello era un periodo veramente positivo. Ora è più di un mese che non si registrano progressi, addirittura paroline che prima diceva adesso non gliele sentiamo più dire …. Uno strazio!!! Per non parlare della lettura dei libricini. Davanti a figure che prima indicava e nominava adesso rimane immobile, zitto e imbambolato. Non è che si sia chiuso e isolato. Anzi … è un continuo prenderci per mano e portarci da una parte e dall’altra della casa, fare facce buffe, ridere, piangere a seconda dei casi. Arrabbiarsi con suo fratello, venirci a cercare per le coccole … tutto in rigoroso silenzio o con urletti e gridolini. Il fatto è che non penso che riusciremo ad abituarlo al vasino con molta facilità. Ed allora? Quanto dovremo ancora aspettare per sentirgli dire qualche parolina storpiata? A settembre incominceremo a fare psicomotricità ed altre visite e riprenderà anche l’asilo. Spero proprio che tutto questo contribuisca a sbloccarlo dal punto di vista verbale. Vorrei anche scrivere di una bellissima conoscenza che abbiamo fatto in queste vacanze. Grazie ad internet ed a questo sito, ho incominciato ad avere una corrispondenza con la mamma di Giacomo un bimbo con ACC che ora ha 15 mesi e che abitano molto vicini al luogo che abbiamo scelto quest’anno per la villeggiatura. Con molta emozione mi sono preparata a quest’incontro e devo dire che è stato bellissimo, al di sopra di tutte le mie aspettative. Io e la mamma di Giacomo abbiamo fatto delle belle chiacchierate sotto l’ombrellone, ci siamo confrontate e l’intesa è stata immediata. Ognuna di noi due sapeva esattamente di cosa parlava l’altra, di quali sentimenti provava ed in un momento si sono toccati argomenti molto personali, intimi senza inibizioni o riserve. Spesso ho sentito dire che conoscere in carne ed ossa le persone con le quali c’è stato uno scambio di corrispondenza via internet è deludente e dai più sconsigliato. Bè vi posso assicurare che non è stato così. Forse perché alla base del nostro incontro c’era una cosa molto forte che ci accomunava: l’amore per i nostri figli. Vorrei incoraggiarvi a provare questa esperienza. Se abitate vicini, se avete l’occasione di trovarvi nelle vicinanze, non abbiate paura ad incontrarvi. 1 SETTEMBRE 2003 Volevo farvi sapere che abbiamo rimesso il pannolino a Pietro ed ha ripreso a parlare. Non come prima, ma comunque stiamo recuperando. Vorrà dire che ci riproveremo quando Pietro sarà pronto e più sicuro nella verbalizzazione. |
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Spengo tre candeline insieme al mio Caio |
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Che fatica entrare in questi buchi!!!! |
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La gravidanza è sicuramente stata tribolata, piena di ansia, passando da momenti di disperazione a momenti di rassegnazione. Ripensando a quei giorni forse l'unica cosa che mi faceva andare avanti era l'altro figlio Carlo, che pieno di allegria e voglia di vivere mi dava la forza di reagire e di sorridere anche se il pensiero era sempre rivolto a quell'esserino che si muoveva in continuazione dentro la mia pancia. L'AVVENTURA INIZIA ... ...alla 19° settimana, il primo dicembre, durante la prima ecografia morfologica, presso l'ospedale S. Gerardo di Monza (noi siamo di Monza), la dott.ssa si accorge che i ventricoli del bimbo hanno dimensioni leggermente superiori ai limiti della norma. Mi si rimanda la settimana successiva ad un'ecografia di 2° livello che deve essere eseguita da mani e da occhi più esperti. Io e mio marito però non riusciamo ad attendere tutta la settimana e ci rivolgiamo ad un ginecologo nostro conoscente il quale dopo due gg. ci riceve nel suo studio privato, mi fa l'ecografia (anche con la sonda vaginale), ed alla fine ci dice che il nostro bimbo ha ACC.
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All'inizio è sicurissimo, infatti incominciamo a parlare dei problemi che il bambino potrebbe avere, e mi viene fatto un quadro decisamente catastrofico, tant'è che alla fine si parla anche di aborto e di tempi per poter procedere con un'interruzione di gravidanza terapeutica. Poi però il dottore incomincia a dubitare, ci dice che potrebbe anche essersi sbagliato, che il bimbo non era messo molto bene e ci fissa una visita dopo tre gg. con il primario di un importante ospedale di Milano (un luminare nel campo dell'ecografia). Il "luminare" mi visita, si sofferma parecchio sulla testolina del bimbo e poi esordisce con "tranquilla signora, il suo bambino il corpo calloso ce l'ha", fa anche delle foto ed il suo assistente conferma la diagnosi. Io piango dalla gioia, mi trattengo dal baciare il Professore, mi do' un dignitoso contegno, ma ho un sorriso che mi arriva fino alle orecchie. Il 7 dicembre 2000 vado anche a Monza a fare l'ecografia di 2° livello, ma dal momento che è un giorno prefestivo i dottori migliori sono irreperibili, e mi visita una tipa che dopo due minuti mi dice "io il corpo calloso non lo vedo, ma se il Professore tal dei tali l'ha visto vuol dire che c'è", e guardando le foto del Professore individua anche lei, in una di queste, il corpo calloso. La visita è deludente ma noi non ci lamentiamo del resto abbiamo in mano il referto di un autorevole luminare nel campo .... e questo ci basta. Passiamo un Natale sereno e festoso. Ai primi di gennaio ritorno all'Ospedale di Monza e questa volta vengo visitata dalla Dott.ssa Vergani (che tra l'altro ha scritto anche alcuni articoli sull'ACC e sulla diagnosi prenatale). FINALMENTE LA DIAGNOSI DEFINITIVA: ACC e ventricolomegalia. La dott.ssa Vergani ci fa’ un quadro decisamente meno catastrofico della situazione. I restanti 5 mesi di gravidanza sono stati difficili, con sbalzi di umore e frequenti depressioni, affrontati però con il sorriso sulle labbra perché Carlo potesse continuare ad avere una vita serena e spensierata. In questi lunghi mesi di attesa mi sono molto documentata preparandomi all’arrivo di un bimbo speciale.
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Con Carlo e con la mia mamma |
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Perso tra i regali di Natale 2002 |
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Visto che cammino?! Va be', con un piccolo aiuto ... |
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21 FEBBRAIO 2003
Oggi Pietro compie 22 mesi. Il mio personale parere, se vogliamo di parte, è che in questo ultimo mese ha recuperato gran parte del suo ritardo. Non solo ha incominciato a camminare togliendoci un bel peso dallo stomaco, ma ha anche incominciato a chiaccherare tantissimo. Dice definitivamente mamma, papà, pappa, ham, ed ha incominciato ad imitare tante piccole paroline patata, carta, palla … La cosa strana è che non imita i versi degli animali o della macchina o dell’orologio, ma preferisce imitare le parole. Comunque sembra avere capito il meccanismo della conversazione ed allora quando ci indica qualcosa con il ditino accompagna al gesto anche un suono con la voce. Noi stimoliamo molto questi suoi tentativi di comunicazione e a volte sembra di fare con lui una vera e propria chiaccherata.
21 APRILE 2003 Lunedi (che era anche il giorno di Pasquetta) Pietro ha compiuto due anni. E’ veramente un bimbo meraviglioso ed ogni giorno ci stupisce per una nuova parola detta, o un’azione compiuta, o un gesto fatto. Interagisce molto anche con Carlo che ha incominciato anche a chiamare. Cao. Sono molto orgogliosa del mio angioletto e spero con tutto il cuore che continui a mantenere la serenità e la gioia che gli leggi negli occhi ogni giorno al risveglio ed ogni sera prima di spegnere la luce della sua cameretta. Giocando stà imparando a conoscere i Teletubbyes che lui chiama Tabbite. Pietro in questo secondo anno ha raggiunto molti traguardi: cammina autonomamente, sale e scende le scale appoggiato alla ringhiera, mangia autonomamente con la forchetta ed il cucchiaio, stà imparando a bere dal bicchiere, ha un vocabolario di una decina di parole che usa adeguatamente, imita i suoni e le parole che sente dire dagli adulti, rimane incantato ad ascoltarci mentre cantiamo, balla quando sente la musica, rimane tranquillo e attento qualche minuto a leggere i libricini indicando con il ditino gli oggetti che gli nomino, risponde alle nostre richieste compiendo l’azione, è molto vivace e curioso, è disponibile ed altruista, è affettuoso e coccolone, abbastanza ubbidiente ………….. Rimane sempre un po’ di scoordinazione motoria, ed il suo modo di camminare è sempre un po’ incerto ed insicuro, ma la sua determinazione lo stà portando a superare tutti questi problemi.
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Il mio nuovo amico Giacomo |
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Ecco tutti gli uomini di casa |
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22 giugno 2004 Pietro ha tre anni!!! Non mi sembra vero, che un altro anno sia passato così velocemente. Di progressi ce ne sono stati ancora tanti, non abbastanza per poter dire che Pietro ha raggiunto i coetanei … ma abbastanza per poter guardare con un po’ più di fiducia e speranza al futuro. Pietro in questo anno è stato sempre seguito dall’UONPIA di Monza con un’ora di psicomotricità alla settimana. Non ritengo che questa terapia abbia contribuito in maniera determinante al progredire di Pietro, anche se Andrea, il giovane terapista ha lavorato con impegno, interesse e passione. Credo però che solo un’ora alla settimana sia del tutto insufficiente. Comunque Andrea ha monitorato i progressi di Pietro registrandoli puntualmente in un grafico di crescita, arrivando alla conclusione che dopo un anno di lavoro il ritardo di Pietro non è aumentato. Anzi alcune competenze sono migliorate ed il grafico presenta una linea quasi retta, indicando che non ci sono squilibri rilevanti nel ritardo complessivo quantificato nell’ordine dei 10 mesi, a parte una vertiginoso picco verso il basso quando si arriva alla competenza del linguaggio. Eccoci arrivati alla grande nota dolente. Per carità, non possiamo dire che Pietro non parli. Il suo vocabolario è ricco di tanti vocaboli, quelli che sente nominare tutti i giorni a casa, all’asilo. Guardando i libricini riconosce gli oggetti, li indica, li nomina. Qualche piccola frasetta di due/tre parole riesce anche a farla. Ma rimane molto, molto, molto pigro sotto questo aspetto. Già mancano alcune consonanti tipo L, R, F, V che rendono la comprensione delle parole un po’ difficoltosa, in più Pietro non si sforza granchè per articolarle bene, così ci perdiamo l’80% dei suoi discorsi. Inoltre anche questa estate abbiamo riscontrato il solito regresso in questa area. Certo non siamo ai livelli dell’anno scorso che era diventato quasi completamente muto, ma abbiamo ancora una volta dovuto frenare il nostro ottimismo che ci vedeva, intorno a Natale, arrivati finalmente ad una svolta importante. La svolta c’è stata, e Pietro ha dimostrato di avere capito il meccanismo della comunicazione verbale, ma i continui progressi che ci aspettavamo non si sono verificati. A questo punto dobbiamo aspettare il prossimo guizzo … sperando che sia finalmente quello decisivo. Anche l’area motoria progredisce molto a rilento, e continua a rimanere la sua instabilità, la sua goffaggine, la sua eccessiva prudenza, anche se con un modo suo riesce a fare tutto quello che fanno i suoi coetanei. Da qualche mese ha incominciato anche a correre, ed è diventato sicuramente molto rapido, soprattutto quando decide che deve sfuggire al mio controllo. Secondo vari NPI che abbiamo interpellato, questo impaccio dovrebbe attenuarsi molto con la crescita, anche se probabilmente rimarrà una delle caratteristiche di Pietro. Non ci è stata consigliata nessuna terapia motoria, a parte tanta attività all’aperto, tanti stimoli tipo parchi, montagna, sabbia e noi ci stiamo operando perché questi stimoli ci siano. Pietro ha frequentato molto volentieri anche l’asilo. Si è ammalato molto poco e quindi ha potuto frequentare assiduamente. Le maestre hanno registrato puntualmente ogni progresso/regresso, e complessivamente il bilancio è sicuramente positivissimo. Pietro adesso che ha tre anni mangia autonomamente, ha raggiunto il controllo degli sfinteri durante il giorno ed avverte quando deve essere accompagnato in bagno, dimostra attenzione ed interesse per tutte le attività che gli vengono proposte, gioca ed interagisce con tutti i bimbi (grandi e piccoli) rispettandoli e collaborando senza prepotenza, imita tantissimo sia i movimenti che le parole che sente, intraprende anche autonomamente una attività, risolve piccoli problemi pratici, non ha difficoltà a manipolare ogni genere di materiale, colora all’interno delle figure anche se ancora non riesce a rispettare i margini, comprende le consegne che gli vengono impartite i divieti e non dimostra frustrazione, non fa capricci, ed ha un carattere molto dolce. Chiunque entra in contatto con Pietro se ne innamora, proprio per la solarità, serenità, che sprigiona, ed ovviamente al di là di quello che può o non può, sa e non sa fare, io ed Emilio stiamo cercando di accompagnarlo e seguirlo cercando di soffocare le nostre preoccupazioni. In questo anno ho conosciuto di persona altre famiglie che partecipano al sito, momenti di festa, di chiacchere, di confronto, tutte famiglie molto disponibili con le quali non è stato difficile instaurare un bel rapporto di amicizia. A partire da settembre Pietro incomincerà la scuola materna. Abbiamo fatto richiesta presso il nostro Comune di un sostegno, e la pedagogista che ha valutato la situazione e che è andata di persona in asilo nido ad osservarlo, ha suggerito di affiancargli un “educatore professionale” per le ore del mattino fino al pranzo compreso, per aiutarlo principalmente nelle attività didattiche. La NPI dell’UONPIA vorrebbe riprendere la psicomotricità, ma io vorrei proprio che venisse preso in carico dalla logopedista del centro, per incominciare a lavorare sul linguaggio in modo più concreto. Se questo non dovesse avvenire, credo proprio che mi rivolgerò a qualche altra struttura. Sintetizzare in poche righe un intero anno non è facile. Credo comunque di avere raccontato le cose sicuramente più importanti. … arrivederci. |
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